... dai Matteo...sbrigati...ce l'abbiamo quasi fatta!...Ahhh ce l'ho fatta sono in orario. Siamo tutti alla parrocchia di San Paolo, sede del nostro Reparto. Cosa che non sapevo sino a quel momento era che ogni squadriglia doveva partire da sola per raggiungere l'obiettivo.
Arrivò un fischio che chiamava proprio noi, le patere. "Caspio" mi sono appena rilassato che mi tocca di già partire in bici. Dopo l'urlo di squdriglia che ci rappresenta i capi hanno consegnato alla squadriglia la mappa dove era indicata la destinazione ed il percorso per raggiungerla. Ovviamente i capi reparto hanno fornito le indiazioni necessarie al nostro capo squadriglia, Ale, perchè non ci perdessimo (come è successo ai Leoni, ma questo lo racconterà il cronista dei Leoni, non su questo Blog).
Pronti via. Siamo andati per strade con il traffico o meno conosciute per raggiungere la base scout di Costiggiola. Lungo il tragitto ci siamo imbattuti in bisonti della strada (camion) che ci hanno fatto speventare con i loro ruggiti (POOOOOO!!!), ma noi li abbiamo saputi cacciare con audacia (veramente dopo averci fatti spaventare ci hanno superati velocemente, ma piaceva dire quanto siamo stati audaci). Arrivati a 4/5 del percorso è iniziata la strada non asfaltata, ma almeno non era moto in salita come quella asfaltata e soprattutto non c'erano bisonti della strada.
Appena dopo la strada non asfaltata, per fortuna eravamo arrivati alla "tana del gato" (un rifuglio internazionale dove generlamente ci vanno gli Scout). Lì, felice di aver raggiunto l'obiettivo prima di tutte le altre squadriglie, sebbene fossimo partiti per ultimi, ho scoperto con mia grande meraviglia che nessun'altra squadriglia ci avrebbe raggiunti. ERAVAMO DA SOLI!!! Bè, per fortuna c'erano degli altri capi scout in una casa nelle vicinanze. Comunque, appena arrivati, con tutto il fiato che avevamo ancora in gola ci siamo esibiti nel nostro urlo di squadriglia che fa così: "INIZIA UNA NUOVA ERA ARRIVA LA PANTERA".
L'urlo ci ha caricati dell'energia sufficiente per proseguire. La sera abbiamo mangiato al Trappeur (per gli amici scout che mi leggono vi consiglio, se non sapete cos'è, di visitare il sito http://it.scoutwiki.org/Trappeur, che fornisce anche altre informazioni sul mondo Scout - per aprire una porta in più a coloro che non sanno le tecniche e i termini scout).
La notte abbiamo dormito nella torre (2 metri per 2 metri) al primo e al secondo piano, anche se Martino voleva dormire sul terrazzo, però pioveva...che peccato. Poichè non c'era il parapetto, avevamao paura di cadere sulle scale (per la verità era piuttosto la mia paura) ci siamo messi con la testa verso il muro mentre i piedi verso il vuoto. Ma i pericoli non finiscono qui perchè c'era anche la pelle di un serpente e chiedendo informazioni ai capi (che dormivano nella casa nelle vicinanze) ci hanno fatto più paura del resto. Infatti, ci hanno detto che il serpente non era ancora fuggito e che quindi poteva arrivare durante la notte. Ma ciò non era vero, tuttavia io ho dormito poco se non niente.
La mattina abbiamo fatto colazione abbondante, grazie ai capi scout che ci hanno invitati a mangiare con loro, sennò mangiavamo a secco biscotti, brioches e ciambella al cioccolato. Quindi abbiamo fatto la messa con il prete che ci ha raggiunti in mattinata e dopo abbiamo sistemato, con due scout diversamente giovani (per non dire anziani), un muretto con la funzione di rialzare la terra in modo tale che si formasse una pianura dove coltivare.
Abbiamo ripulito un pò la foresta dove eravamo, di legnetti vari, di edere e di alberi che intralciavano. I due scout, diversamente giovani, ci hanno spiegato i tipi di aberi che si trovavano nella zona, dicendo pure quanto l'edera assorbisse la luce degli alberi più alti facendoli pian piano morire e cadere. Ecco perchè dovevamo ripulire la zona dall'edera. Arrivati alla casa iniziava, in quel momento, una pioggerellina e sempre i due diversamente giovani scout ci hanno detto che se avesse iniziato a piovere prima, anzicchè ripulire il bosco avremmo fatto, con la tecnica a cera, delle piccole opere d'arte in legno senza spendere soldi per oggetti di minor valore. Devo dire la verità, sebbene ripulire il bosco mi sia piaciuto, mi sarebbe piaciuta, come a tutta la squadriglia, fare la seconda opzione.
Comunque dopo il pranzo ci siamo rimessi in marcia verso la base del Reaprto - Vicenza 11, con minor fatica, dato che eravamo in discesa (finalmente) in contraddizione al titolo.
E come dice BP...NON C'E' BUONO O CATTIVO TEMPO MA BUONO O CATTIVO EQUIPAGGIAMENTO"
A' la prochaine fois!
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