sabato 14 aprile 2012

L’importanza di “chiamarsi” Scout

In questi anni, in cui mi sono avvicinato allo scoutismo, ho, purtroppo, incontrato tanti ragazzi, miei amici e compagni di scuola, con cui spesso ho avuto contrasti perché loro non condividono lo scoutismo e non gli interessa apprendere tecniche semplici e pratiche per la vita quotidiana e per vivere a stretto contatto con la natura, imparando a rispettarla.

Proprio pochi giorni fa, a scuola, con alcuni miei compagni, ho avuto l’ennesimo battibecco. Proprio per questo, ho deciso di prendere  carta e penna e scrivere questo racconto, per far capire cosa fanno gli scout, cosa è lo scoutismo e, quindi, cosa si perdono.

Bene…in un’uscita siamo andati verso territori sconfinati, persi nel verde di una piccola, ma significativa boscaglia.  Nel tragitto abbiamo incontrato varie difficoltà per raggiungere la meta, ma questo non importa, succede quasi sempre. Comunque, verso sera, siamo riusciti con abilità ad orientarci, grazie a l’uso delle bussole e di una cartina topografica che, fortunatamente, i capi scout, in precedenza, ci avevano insegnato ad usare.

Arrivati a destinazione, carichi di energia positiva, anche se stanchi, e di torce, ci siamo subito organizzati per montare la tenda, recuperare la legna ed allestire un focolare per la cottura alla trappeur (tecnica molto usata tra i viaggiatori eco-compatibili) e per illuminare e scaldare la serata.

L’indomani ci siamo alzati presto per smontare le tende, prima della colazione. Stremati siamo arrivati di corsa verso i capi che avevano chiamato per la colazione. Bevendo il the abbiamo notato che la sq dei Leoni aveva i biscotti al cioccolato e tutti noi ci siamo subito fiondati sul ghiotto bottino per sottrarne una buona quantità...sono le nostre battaglie.

Finita la lotta e soddisfatti del lauto bottino (tranne i Leoni) abbiamo fatto un gioco che prevedeva tecniche scout per la sopravvivenza. In pratica abbiamo imparato a realizzare i principali nodi che servono a costruire un accampamento scout che poi ci serviranno durante i campi scout estivi.  Dopodiché siamo andati a vedere la benedizione dei trattori ed infine siamo ritornati verso casa.

Questo breve e succinto racconto, che non può spiegare la felicità e la spensieratezza che proviamo stando insieme e lavorando in gruppo, dimostra che lo scoutismo è importante anche per imparare a superare i momenti difficili.

E come dice il nostro B.P. : Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete
  

domenica 18 marzo 2012

"Morse" tua vita mea

Una nuova avventura si è presentata davanti a noi... e noi come esploratori e guide esperti ci siamo subito fiondati, sprezzanti del pericolo, in un alto e soffice manto bianco (in realtà non sarà stato più di 5 cm).
Siamo a febbraio e... un freddo incredibile si è abbattuto su tutta l'Europa e abbondanti nevicate stanno imbiancando l'Italia. A dire il vero a Vicenza la neve non è arrivata poi tanto, ci siamo beccati soprattutto il freddo.
Tutti bardati da provetti sciatori ci siamo incamminati alla volta del punto di ritrovo "X" "seguendo le orme" delle aquile randagie. Per ammazzare il tempo e riscaldarci un po' abbiamo iniziato a scalare una salita per poi ridiscenderla a bordo degli slittini che molti avevano portato con sé.
Molti, tra cui chi scrive, si sono sbizzarriti nel tracciare le piste, sulla neve, da far seguire agli slittini.
Ad certo punto, sul più bello, i capi Reparto ci hanno chiamati a raccolta per le promesse dei due novizi.
Io allora ho provato la pista che avevo appena tracciato sulla neve, per scendere più velocemente, ma mi sono ribaltato, per colpa di un avvallamento, e così mi sono riempito di neve e mi sono improvvisato pupazzo di neve.
Tornando alla promessa, i novizi, Clara della sq degli scoiattoli e Carlo della sq delle pantere, sono stati immediatamente circondati da noi che prontamente li abbiamo svestiti della giacca a vento lasciandoli in manica di camicia al freddo. Rimarrà un mistero capire come abbiano fatto a recitare la promessa infreddoliti com'erano.
Dopo, un capo Reparto è arrivato come partigiano e ci ha detto che dei suoi amici erano stati feriti da componenti delle camice nere  e che noi dovevamo fare un primo soccorso ai partigiani feriti comunicando ciò di cui avevamo bisogno utilizzando delle bandiere per il linguaggio morse.
Finita questa attività i capi Reparto hanno deciso di non darci il pranzo subito ma farcelo cercare attraverso indizi comunicati attraverso il linguaggio morse utilizzando sempre le bandierine.
La lezione di questa avventura credo che sia stata proprio quella di imparare a comunicare con il morse attraverso l'uso delle bandierine.

E come dice il buon vecchio B.P.:  "Tutto col Gioco, nulla per gioco"

Forza ragazzi, si ricomincia

E' iniziato un nuovo anno e come sempre ci sono alcuni cambiamenti in sq.
La nuova squadriglia è formata da Terry, che è il capo, Mario, che è il vice, Dade, Puglia, che sono io, Lic, Samuele, Stefano, Alessio, Simone, Carlo
Approfitto in questa sede per ringraziare i vecchi compagni di avventura, Ale, il vecchio capo sq, passato al Clan, di cui ci mancherà la simpatia anche nei momenti duri (in bocca al lupo per il tuo cammino scout), Det e Martino che hanno cambiato sq. passati entrambi alla squadriglia delle Lontre.
Quest'anno, a differenza dello scorso anno, la festa dei passaggi è stata caratterizzata da un bel sole e un cielo limpido. Lo scorso anno, come qualcuno ricorderà, la pioggia aveva rovinato la festa, bagnandoci tutti ed in particolare a noi, delle Pantere, rimasti senza il copri-tenda, di notte, senza che ce ne accorgessimo, per cui la mattina ci siamo risvegliati inzuppati.

sabato 19 marzo 2011

Dopo una salita c'è sempre...un'atra salita?!

... dai Matteo...sbrigati...ce l'abbiamo quasi fatta!...Ahhh ce l'ho fatta sono in orario. Siamo tutti alla parrocchia di San Paolo, sede del nostro Reparto. Cosa che non sapevo sino a quel momento era che ogni squadriglia doveva partire da sola per raggiungere l'obiettivo.
Arrivò un fischio che chiamava proprio noi, le patere. "Caspio" mi sono appena rilassato che mi tocca di già partire in bici. Dopo l'urlo di squdriglia che ci rappresenta i capi hanno consegnato alla squadriglia la mappa dove era indicata la destinazione ed il percorso per raggiungerla. Ovviamente i capi reparto hanno fornito le indiazioni necessarie al nostro capo squadriglia, Ale, perchè non ci perdessimo (come è successo ai Leoni, ma questo lo racconterà il cronista dei Leoni, non su questo Blog).

Pronti via. Siamo andati per strade con il traffico o meno conosciute per raggiungere la base scout di Costiggiola. Lungo il tragitto ci siamo imbattuti in bisonti della strada (camion) che ci hanno fatto speventare con i loro ruggiti (POOOOOO!!!), ma noi li abbiamo saputi cacciare con audacia (veramente dopo averci fatti spaventare ci hanno superati velocemente, ma piaceva dire quanto siamo stati audaci). Arrivati a 4/5 del percorso è iniziata la strada non asfaltata, ma almeno non era moto in salita come quella asfaltata e soprattutto non c'erano bisonti della strada.

Appena dopo la strada non asfaltata, per fortuna eravamo arrivati alla "tana del gato" (un rifuglio internazionale dove generlamente ci vanno gli Scout). Lì, felice di aver raggiunto l'obiettivo prima di tutte le altre squadriglie, sebbene fossimo partiti per ultimi, ho scoperto con mia grande meraviglia che nessun'altra squadriglia ci avrebbe raggiunti. ERAVAMO DA SOLI!!! Bè, per fortuna c'erano degli altri capi scout in una casa nelle vicinanze. Comunque, appena arrivati, con tutto il fiato che avevamo ancora in gola ci siamo esibiti nel nostro urlo di squadriglia che fa così: "INIZIA UNA NUOVA ERA ARRIVA LA PANTERA".

L'urlo ci ha caricati dell'energia sufficiente per proseguire. La sera abbiamo mangiato al Trappeur (per gli amici scout che mi leggono vi consiglio, se non sapete cos'è, di visitare il sito http://it.scoutwiki.org/Trappeur, che fornisce anche altre informazioni sul mondo Scout - per aprire una porta in più a coloro che non sanno le tecniche e i termini scout).

La notte abbiamo dormito nella torre (2 metri per 2 metri) al primo e al secondo piano, anche se Martino voleva dormire sul terrazzo, però pioveva...che peccato. Poichè non c'era il parapetto, avevamao paura di cadere sulle scale (per la verità era piuttosto la mia paura) ci siamo messi con la testa verso il muro mentre i piedi verso il vuoto. Ma i pericoli non finiscono qui perchè c'era anche la pelle di un serpente e chiedendo informazioni ai capi (che dormivano nella casa nelle vicinanze) ci hanno fatto più paura del resto. Infatti, ci hanno detto che il serpente non era ancora fuggito e che quindi poteva arrivare durante la notte. Ma ciò non era vero, tuttavia io ho dormito poco se non niente.

La mattina abbiamo fatto colazione abbondante, grazie ai capi scout che ci hanno invitati a mangiare con loro, sennò mangiavamo a secco biscotti, brioches e ciambella al cioccolato.  Quindi abbiamo fatto la messa con il prete che ci ha raggiunti in mattinata e dopo abbiamo sistemato, con due scout diversamente giovani (per non dire anziani), un muretto con la funzione di rialzare la terra in modo tale che si formasse una pianura dove coltivare.

Abbiamo ripulito un pò la foresta dove eravamo, di legnetti vari, di edere e di alberi che intralciavano. I due scout, diversamente giovani, ci hanno spiegato i tipi di aberi che si trovavano nella zona, dicendo pure quanto l'edera assorbisse la luce degli alberi più alti facendoli pian piano morire e cadere. Ecco perchè dovevamo ripulire la zona dall'edera. Arrivati alla casa iniziava, in quel momento, una pioggerellina e sempre i due diversamente giovani scout ci hanno detto che se avesse iniziato a piovere prima, anzicchè ripulire il bosco avremmo fatto, con la tecnica a cera, delle piccole opere d'arte in legno senza spendere soldi per oggetti di minor valore. Devo dire la verità, sebbene ripulire il bosco mi sia piaciuto, mi sarebbe piaciuta, come a tutta la squadriglia, fare la seconda opzione.

Comunque dopo il pranzo ci siamo rimessi in marcia verso la base del Reaprto - Vicenza 11, con minor fatica, dato che eravamo in discesa (finalmente) in contraddizione al titolo.

E come dice BP...NON C'E' BUONO O CATTIVO TEMPO MA BUONO O CATTIVO EQUIPAGGIAMENTO"

A' la prochaine fois!

sabato 22 gennaio 2011

Una veglia d'armi?

Bene, dopo la pausa natalizia ci siamo ritrovati per una nuova avventura.
Il 15 ed il 16 di gennaio ci siamo incamminati verso territori "inesplorati" (và bè, ci piacerebbe) per così dire.
Ritrovo alle 14.45 a San Paolo e poi gambe in spalla, o per meglio dire zaini in spalla, siamo andati verso la stazione FTV per "assalire" il primo autobus possibile (perchè dovevamo fare una veglia d'armi) e per recarci al posto stabilito, anche se era così pieno, l'autobus, che non siamo riusciti a trovar posto. Certo..., potevamo, con un'azione di forza, farli scendere tutti (visto che dovevavmo fare una veglia d'armi) ma abbiamo evitato il panico, dato che c'era un altro reparto scout.
Giunti al posto "X" (previsto), ci siamo messi in cammino per raggiungere una casa dove avremmo trascorso la maggior parte del tempo e ci saremmo potuti esercitare per fare la veglia d'armi.
Dopo attento esame del territorio, visto che lungo il tragitto passavano delle macchine, noi, i più giovani (novizi) ci siamo lentamente discaccati dal gruppo e abbiamo meditato di assalire qualche autovettura per arrivare più velocemnete e con minor fatica alla casa (visto che dovevamo fare una veglia d'armi).
Comunque, siamo arrivati senza fare panico tra gli automobilisti.
Quando siamo giunti alla casa abbiamo notato che l'altro gruppo (quello dei più grandi) era andato oltre pensando che il luogo di destinazione era ancora più avanti. Così noi novizi abbiamo detto..."si sa, gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi!".
La sera ci siamo preparati per la veglia d'armi, mentre i capi squadriglia lanciavano petardi per tenre lontani i "nemici", facendo attenzione al nostro gruppo.
La tensione stava salendo però un dubbio cominciò a venirmi: ...ma in realtà cos'è la veglia d'armi???
Il mistero stava per essere svelato. I capi ci hanno detto: "ora faremo la veglia d'armi  che consiste nel preparare i novizi alla promessa scout" .
Ah...era questa la veglia d'armi. Chissà cosa stavamo immaginando. Fortunatamente avevavo evitato stragi e panico inutili lungo il tragitto.
Come sempre è stata un'esperienza bellissima.
La mattina seguente ci siamo alzati e la squadriglia dei leoni ci ha preparato una colazione (come posso definirla se non è ricca?) ... a base di Tè (come posso definirla se non mi piace?)... Sembrava veramente disgustosa. Avrei voluto prendere la mia "arma" del giorno prima però nella mia testa qualcuno mi ha detto "assaggia prima di valutare" (dovevano essere mio padre e mia madre - ne sono abbastanza certo). Devo dire che dopo attenta analisi non era così malvagio...il Tè. Però avrei preferito di gran lunga il latte.
Fortunatamente qualcuno aveva portato da casa qualche dolcino in più e lo abbiamo diviso fra tutti.

Il vero modo di essere felici è quello di procurare felicità agl altri
                                                                                              B.P.

sabato 4 dicembre 2010

...e piangevan le nuvole

La mattina in cui è iniziata l'uscita verso le grotte di Lumignano era molto soleggiato. Questo mi tranquillizzò abbastanza. Infatti, il giorno prima avevo avuto una discussione con i miei. Loro dopo l'alluvione del 1° novembre erano abbastanza preoccupati per questa uscita.

La sera prima della partenza la mamma aveva sentito KATIA (il nostro Capo) per sapere dove saremmo andati. La prima notizia era che saremmo dovuti andare al Lago di Fimon, ma avevano letto sul giornale che c'era il rischio di una frana. Katia aveva rassicurato i miei dicendogli che saremmo andati a Lumignano a dormire in una grotta.

La sera stessa, quindi,  abbiamo deciso di guardare su internet dov'era il posto in cui dovevamo recarci.

Tornando alla nostra uscita, il pomeriggio del 20 novembre ci siamo incontrati alla stazione dell'FTV ed abbiamo preso l'autobus per Lumignano. Giunti alla meta abbiamo fatto una bella camminata per arrivare alle grotte. Eravamo arrivati ad un quarto dalle grotta quando iniziò a piovigginare.Io personalmente non amo la pioggia però la passione per gli scout mi fa dimenticare che sta piovendo.

Arrivati alle grotte, eravamo molto stanchi ma dovevamo trovare le forze per cucinare e mangiare e preparare i cabobi. Ma la stanchezza ci è volata via appena ci siamo ritrovati intorno al fuoco per il cerchio serale.

Ci siamo divertiti ed abbiamo scherzato. Dopo, abbiamo cambitao i guidoni della squadriglia (quelli che sorreggono la bandierina della squadriglia).

Nell'occasione c'è stata la cerimonia per la riconferma dei capi squadriglia e il passaggio della fiamma del Reparto Vicenza 11 al prossimo alfiere (il più piccolo del reparto) Daniele, guarda caso della mia squadriglia.

Quella sera abbiamo dormito all'asciutto nelle grotte, nonostante la pioggia battente, fuori.

La mattina seguente pioveva tanto e noi ci siamo infangati completamente e quando siamo rientrati penso che tutti ci siamo messi in lavatrice così come eravamo vestiti (capito il senso???).

A proposito...in una delle prossime occasioni vi racconterò dei componenti della mia squadriglia.

"Quando siete stanchi e carichi di lavoro fatevi una risata"
                                                        Robert Baden-Powell (B.P.)

Alla prossima...
 

   

venerdì 3 dicembre 2010

Inizia una nuova era...

Ebbene si!...inizia una nuova era...arriva la pantera.
Niente paura è solo l'urlo di squadriglia delle Pantere del Gruppo Scout del Vicenza 11.
Mi presento, io sono il cronista della squadriglia "PANTERE" del VI.11 e cercherò di raccontarvi queste nostre avventure!

Anzi vorrei proprio iniziare dalla festa dei passaggi perchè se è vero quel che si dice..."pantere bagnate pantere fortunate".
...
Quel giorno (era il 16 ottobre) non era stata  ancora formnata la squadriglia completamente, (io però sono stato subito inserito nelle Pantere) che già vivevamo la nostra prima avventura.

Ero appena passato, da poche ore, al Reparto, Frecce d'Argento, che mi sono ritrovato, con tutta la squadriglia, in tenda a dormire (infatti il Branco, da cui provenivo, dorme in casa).


Al mattino, poichè il copri-tenda era stato scoperchiato dal troppo vento della notte, ci siamo ritrovati immersi in una piscina alle 7 di mattina (piaciuta la rima?!?). Dimenticavo, quella notte pioveva in maniera torrenziale; era la notte tra il 16 ed il 17 ottobre e ieri come oggi non fa altro che piovere.

Ma tornando a quella sera, cosa era accaduto? Per mancanza di picchetti la protezione impermeabile per la tenda era stata fissata con una corda ad una ringhiera. Essendoci molto vento, la protezione impermeabile è volata via.

E' stato un inizio entusiasmante e pieno di brrr...brividi (nel senso che, per me, faceva proprio freddo).

Ma l'avventura è solo all'inizio, seguitemi e vi terrò aggiornati.